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lunedì 11 novembre 2013

Gricignano, un paese da ricostruire.

















Stasera ho fatto una passeggiata per le strade Gricignano, l'aria fredda e pungente mi è sembrata dapprima invitante, poi un tanfo di puzza l’ha invasa, ed era talmente forte che veniva voglia di vomitare. E’ così da alcuni anni a questa parte, da quando qualcuno ha deciso che l’unica vocazione di questo territorio è quella dello smaltimento dei rifiuti. Queste circostanze mi fanno pensare a quello che stiamo costruendo, o meglio, a quello che stiamo "demolendo" in questo luogo. E anche qui c'è da raddrizzare il tiro delle parole: meglio sarebbe dire "non-luogo". Perché Gricignano, purtroppo, è diventato un dormitorio, un posto in cui ci si viene solo per espletare le poche ma necessarie funzioni vitali, come quella di dormire, mangiare, lavarsi ecc. L'anima, il Genius Loci che i nostri antenati – ancora legati alla terra – percepivano e veneravano, non c’è più. O forse no. Forse sotto la crosta dell’immondizia materiale e spirituale che tutto comprime c’è ancora qualche spiraglio di speranza che aspetta di essere tirata fuori. Costruire, non demolire! Far risorgere l’anima, affidarsi alla sua straordinaria forza rigeneratrice. E’ un lavoro da fare dentro di noi più che altrove. Un paese ci vuole – scriveva Cesare Pavese - non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

sabato 12 ottobre 2013

Casal di Pincipe, migliaia in corteo contro l'avvelenamento della Campania


Una folla interminabile, si ha davvero difficoltà a stabilire il numero dei partecipanti al corteo di ieri, certo è che la grande quantità di persone accorse dalle province di Napoli e Caserta ha lasciato il segno: Casal di Principe non più la stessa, cittadini di ogni ceto sociale hanno marciato portandosi dietro il carico di dolore e di speranza del territorio di provenienza.  Da Capitale dell'impero criminale dei clan camorristici a laboratorio modello di cittadinanza attiva, da simbolo della mancanza di controllo da parte dello stato italiano a città di accoglienza e di voglia di partecipazione. Città simbolo di un meridione che spezza le catene del colonialismo che dura da 150 anni. "Mai più uno stato complice della criminalità" questo il grido, carico di rabbia, delle decine di persone che abbiamo incrociato lungo il percorso. "Bonifiche serie e mappatura dei siti inquinati, controllo serrato della filiera agroalimentare...", i cittadini campani hanno le idee chiare su come risolvere la tragica emergenza ambientale. " I soldi ci sono" - ha aggiunto un giovane casalese - "basta usare i soldi del gettito fiscale proveniente dalle zone inquinate o anche utilizzare le ricchezze sequestrate alle cosche". In attesa di un segnale di "volontà", da parte delle istituzioni, la mobilitazione continua.